
Ecco, ad Otranto, una valle tranquilla, un fiume che ne accarezza le sponde. Tanti rigogliosi arbusti ed una esplosione di fiori che risveglia sensazioni e profumi.
Come è maestosa quella torre. Sarà sicuramente un punto di osservazione, baluardo contro i nemici provenienti dal mare o dall'interno.
...adesso aprite gli occhi ed ammirate.
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Quello che vedete non è frutto di un sogno ma la reale testimonianza di un grande passato.
Torre Pinta, una tenuta da sogno, adagiata in una valle che ha mantenuto tutto il suo sapore antico. Una torre colombaia a forma cilindrica è la parte visibile di un complesso ipogeo dai contorni misteriosi: l'ipogeo messapico di Torre Pinta.
Un felice connubio di semplicità, contemplazione e svago in simbiosi perfetta con un paesaggio incontaminato, per garantirvi una vacanza piacevole, selvaggia e misteriosa. L'aspetto esterno della costruzione è rimasto immutato: l'arredamento, i mobili e tutti i più piccoli dettagli sono stati realizzati in modo da rispettare il paesaggio e lo stile del luogo, per farvi vivere la particolarità di questo posto dove il tempo sembra essersi fermato in un momento di magico incanto.
A disposizione dei clienti un ottimo ristorante, ospitato in una suggestiva sala altomedievale, dove si possono gustare i piatti tipici della cucina salentina: ricette semplici, con i sapori inconfondibili della tradizione contadina. I prodotti utilizzati in cucina (olio, vino, ortaggi, formaggi) provengono dalla stessa tenuta dove si pratica l'agricoltura biologica.
Tra gli oliveti, l'Agriturismo Torre Pinta di Otranto, offre diverse stanze che conservano tutto il fascino della tradizione salentina, una fantastica piscina di nuova realizzazione, un parcheggio custodito, vaste zone pedonali e lastricati solari per abbronzarsi.
La Tenuta dispone, inoltre, nel centro di Otranto, di appartamenti ristrutturati da 2, 3 o 4 posti letto da poter affittare.
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Il complesso della masseria Torre Pinta sorge su di una piccola altura con pareti rocciose contrassegnate da una fitta presenza di cavità ipogee, testimonianza di frequentazioni risalenti a lontani periodi.
Presso la Masseria è l’ipogeo con pianta a croce latina: 33 metri di corridoio (dromos), sulla destra, presso l’ingresso, si apre un piccolo vano circolare con uno stretto camino comunicante con l’esterno. Il dromos, coperto con volta a botte e forato da serie di piccole nicchie, termina in un vano sferico, la cui volta, crollata nel 1700, fu sostituita da una torre colombiaia (palumbaru); dal vano diramano tre piccoli ambienti absidati.
La datazione del complesso è incerta, forse epoca romana o alto-medioevale, oscura è la funzione poiché presenta caratteristiche del tutto inedite: il gradino e le piccole celle che corrono per tutto il perimetro della costruzione non sono facilmente spiegabili se non mediante una supposta funzione mitraica dell’ipogeo modificato in epoche successive.
Qualcosa sull’Ipogeo di “Torre Pinta” di Leonardo Polimeno
Prima di iniziare a parlare dell’Ipogeo è quasi doveroso da parte mia, fare una breve premessa, e cioè quello che dirò non è del tutto attendibile.
Quello che bisogna prendere, come dire, col beneficio dell’inventario, scaturisce dal fatto che essendo l’Ipogeo meta di studiosi, in particolare turisti studiosi, si è cercato in base a deduzioni, ragionamenti e, con un pizzico di fantasia che in questi casi non guasta mai, di costruire l’intera storia.
E’ stato di valido aiuto un canonico ultra ottantenne otrantino che è un attento studioso dell’era messapica perché, l’Ipogeo, altro non è che un luogo di culto messapico.
I Messapi sono esistiti nel terzo o quarto secolo A.C..
Dalla descrizione che ne viene fatta e cioè che erano alti, robusti, biondi, si pensa sia stato un popolo endo-europeo e precisamente germanico, che all’epoca abitavano le coste adriatiche dell’ex Jugoslavia, che abbiano avuto massicce infiltrazioni in Grecia, che abbiano attinto la civiltà, gli usi, i costumi, ed essendo stata breve la distanza, sono sbarcati nel nostro Salento dove hanno stabilito la propria dimora per centinaia di anni.
I Messapi, quando avvertivano che la morte era ormai prossima, si allontanavano dal luogo domestico, e venivano messi seduti, sui gradoni che si notano entrando nell’Ipogeo, sia in basso a destra che a sinistra, perché il trapasso nell’aldilà, doveva venire stando seduti.
Poi, venivano cremati, nel forno che si nota entrando a destra, prendevano un pugno di cenere, veniva messo in delle urne di terracotta e adagiate in quelle nicche che si notano a centinaia.
L’Ipogeo, è lungo 33 metri ed è a forma di croce latina. La croce, non ha niente a che vedere con il culto messapico, ma come simbolo, era conosciuta molto prima dell’era messapica. All’epoca, l’Ipogeo, agiva da calendario solare, perché, essendo posizionato perfettamente da Ponente Levante, da Ovest a Est, nel Solstizio d’estate, e precisamente il giorno 20-21-22 Giugno, sempre che l’orizzonte sia sgombro da nuvole, al tramonto, i raggi solari lo illuminavano per tutta la sua lunghezza, ed i Messapi, capivano che stava per iniziare la stagione estiva.
Oggi, questo succede al 50-60% perché nel corso dei secoli l’asse d’inclinazione terrestre e solare,si sono leggermente inclinati rispetto a prima, e questo ha contribuito a sfalzare la direzione dei raggi solari che illuminano l’ipogeo solo a metà.
Loro capivano anche quando stava per iniziare la stagione invernale perché l’Ipogeo all’epoca era coperto da una volta.
Nella sommità di questa volta si trovava un oblò, per il deflusso, il passaggio dell’aria.
Nel solstizio d’inverno (giorno 21-22-23 dicembre) a mezzanotte guardando in su stando al centro dello stesso, attraverso l’oblò intravedevano una costellazione che era ed è quella del Capricorno e capivano quindi che stava per iniziare la stagione invernale.
In questi ultimi anni, l’ipogeo si è arricchito anche di un lato umoristico…!
Alcuni studiosi affermano, che dall’Ipogeo, si sprigioni una forza un’energia benefica, positiva.
Si afferma che se ci si trova in uno stato di depressione, come si suol dire, con le gomme a terra, stando al centro dell’Ipogeo, possibilmente da soli, e prima del tramonto del sole, ci si ricarica di energia.
Vi aspetto a Torre Pinta.